Ti racconto una storia, anzi, facciamo finta che sia una favola. Lo so che siamo grandi e alle favole abbiamo smesso di crederci da tempo, ma per questa notte facciamo un’eccezione. Una favola che sia anche una storia d’amore. Si, perché tu all’amore nonostante tutto ci credi ancora. Una piccolissima parte di te, piccola piccola, lo specifici sempre, ma per quella piccola parte cominceremo a raccontare.
Nelle orecchie un po’ di musica.
Non fumi, ma se fumeresti questo sarebbe il momento giusto per accendertene una. I pensieri galleggiano nelle mani che scrivono, perché questa notte non hai voglia di fare altro. Stai prendendo una pausa dal tuo romanzo e i pensieri sono così tanti che devono trovare un rifugio.
Ti alzi, ti siedi, arricci i lunghi capelli fra le dita. Accarezzi Ariel.
A Maggio hai compiuto 30 anni e a breve, il 26 maggio ne compirai 31, stai camminando sulla strada che hai voluto, ma sui lati che la costeggiano ci sono tante ombre e troppe volte devi correre per lasciartele alle spalle. Per la maggior parte delle volte ci riesci e mai come ora hai voglia, e bisogno, di guardare avanti.
Abbiamo detto che era una storia d’amore e dunque di amore parleremo. Non divaghiamo.
Diamo per buono che l’uomo che hai sempre voluto, tanto per cominciare, esiste. Lui esiste da qualche parte e lo riconoscerai per mille motivi diversi; perché ha una faccia da cazzo come pochi ma quando ti sorride tu non vedi altro che dolcezza, e ne vedi tanta più di quanta lui creda di averne, ama le parole e i silenzi proprio come te, ha lottato catturando maschere spaventose, ha gli occhi di chi si è sporcato la faccia leccando le proprie ferite. E tu da quegli occhi vuoi imparare un sacco di cose, vuoi crescere con loro, vuoi sentirli raccontare, più di tutto vuoi ascoltarli.
Quell’uomo non ha mai avuto la tata filippina che gli stira una vita preconfezionata che puzza di naftalina regalata da genitori tanto ricchi da permettergli di annoiarsi troppo spesso e avere tutto, persino una scimmia rossa da chiamare “birilla” se solo lo avesse chiesto. Quell’uomo ha braccia forti e sicure che sanno come accarezzare e cosa toccare. Quell’uomo non deve avere paura dei cani, deve averne assolutamente uno e ancora meno non può stare a dieta o essere astemio.
Parlerete la stessa lingua. Finalmente. La lingua delle anime randagie. E tu finalmente ti accatterai per come sei, smetterai di sentirti sbagliata, scomoda nei tuoi stessi passi.Ti sentirai forte come mai prima e non più fragile come il cocchio di una lumaca, soprattutto non più di notte.
Quell’incontro ti darà la forza per trascinare la tua vita davanti allo specchio, smettere di raccontarti bugie facendoti andare bene qualsiasi cosa pur di non far soffrire gli altri o infrangere vecchie promesse. Perché lui ci sarà.
E cazzo, tu e quell’uomo sarete felici. Folli e spettinati. Forti da sollevare un bagaglio di parole nuove. Farete andare d’accordo la parola amore con la parola libertà. Che poesia è mai questa. Scegliersi ogni giorno non sarà pericoloso perché lui è bello, voi lo siete, in un modo in cui nient’altro è bello al mondo.
Hai voglia di baciare la sua vita, e avevi voglia di farlo tutte le volte che lo incontravi per strada fino a quel giorno in cui tutto è cambiato, FINALMENTE HA FATTO UN PASSO VERSO DI TE, e così ora vuoi e puoi. Puoi baciare la sua vita, il suo corpo nudo, il suo sesso,le sue mani, i suoi occhi.
Tu resterai un pomeriggio intero con indosso uno dei suoi maglioni, fuori pioverà, lui sorriderà dei tuoi tatuaggi mentre tu gli sfiori il petto e lentamente lo spogli. Farete l’amore come quelli che a lungo si sono cercati e finalmente si sono trovati. Ah, che sesso fantastico! Resti nuda al suo fianco raccontandogli questa storia, scritta in una
notte fin troppo strana.
Troppo dolce, troppo smielato? E va bhe, abbiamo detto fin dall’inizio che era una favola.